Torno a scrivere sul blog dopo un periodo di pausa e lo faccio raccontandovi di una serie tv di cui ho concluso la visione da poco. Vi parlerò di The Last of Us. Certo, mi direte voi: “ma come? Parli ora di un prodotto che già conoscono tutti?”, e che volete farci, io ora l’ho visto!

Ai tempi d’oro di Emule devo confessarvi che andavo alla ricerca di qualsiasi tipologia di download -dalla musica ai film (e chi non lo ha fatto!)-, ma ora non ho pazienza e tempo a sufficienza per ricerche del genere oltre al fatto che le “pagine pirata” sono quasi tutte belle e chiuse e quindi amen, così nonostante la differita durata anni, ho atteso l’arrivo in Italia della piattaforma HBO Max dove ho attivato un abbonamento standard con pubblicità (sì, c’è povertà e precariato!) e così sto recuperando ciò che mi sono persa negli anni. E ho iniziato dalla serie tv ideata da Craig Mazin e Neil Druckmann proprio perché mi incuriosì molto l’acclamazione ricevuta sia dal pubblico che dalla critica, con episodi visionati da svariati milioni di telespettatori; per non parlare dell’interminabile lista di candidature ricevute e premi conquistati: MTV Movie & TV Awords, Premio Emmy, Golden Globe, Satellite Award, Saturn Award, BAFTA Television Awards, BAFTA Television Craft Awards, Astra TV Awards, The Game Awards, Critics’ Choise Awards, Actors Award, British Academy Television Awards.

Andiamo con ordine: The Last of Us è il rifacimento televisivo dell’omonimo videogioco del 2013 sviluppato dallo studio californiano Naughty Dog, e la prima stagione ha debuttato il 15 gennaio 2023, la seconda stagione il 13 aprile 2025, mentre il terzo capitolo della serie è attualmente in fase di sviluppo e lavorazione.

La trama si snoda lungo una commistione di generi narrativi quali: azione, avventura, drammatico, fantascienza, horror, post-apocalittico e thriller. Il mondo è un posto quasi inabitabile: ci troviamo nel 2023 a venti anni di distanza da una brutale pandemia causata da un fungo che con il salto di specie infetta gli umani tramutandoli in zombie. Saltati gli ordini mondiali e saltate anche le basilari regole civili, si va avanti d’istinto: vengono erette delle enormi “ZQ” simili a città-quarantena fortificate, dove in teoria, non si può né entrare e né uscire. Ma questo è solo l’incipit…

Dal punto di vista narrativo, anche per tenere fede alla struttura del videogame, il tutto è strutturato tramite il viaggio dell’eroe di Vogler (sceneggiatore di Hollywood che insegna alla UCLA), ossia: mondo interno ed esterno del protagonista vengono sconvolti, il protagonista si prefigge un obiettivo, affronta diverse prove, nel momento in cui si avvicina alla sua meta si insinua un imprevisto e di conseguenza delle nuove scelte da dover intraprendere con un percorso disseminato di amici, nemici, falsi aiuti, premi, sconfitte, ecc… e la domanda è sempre e solo una: “ci riuscirà?”.

In questo caso il protagonista è Joel Miller interpretato da un immenso Pedro Pascal. A Pedro non si può non voler bene; Joel -per quanto appaia irritante e a tratti rude- non lo si può non amare e sarà così fino alla fine, con lo spettatore che farà sempre il tifo per lui. Il Joel della pria stagione e della seconda sono assai diversi, tanto da sembrare irriconoscibili e proprio perché il protagonista ha saputo invertire il suo punto di vista, modificando completamente i suoi obiettivi, lo si ama ancora di più.

Trailer 1ª stagione

Non vi racconterò altro: chi l’ha già vista sa di cosa sto parlando; chi ancora non l’ha vista: correte a farlo (nonostante scene estremamente violente non dissimili da quelle a cui ci siamo “assuefatti” provenienti dalle molteplici guerre disseminate oggi nel mondo).

Oltre la trama che vi terrà incollati allo schermo, la fotografia, la scenografia e gli effetti speciali vi sorprenderanno e se da un lato riporteranno alla mente cose che abbiamo vissuto anche noi nel periodo del COVID-19 (con la natura che si riappropria degli spazi che l’uomo le ha sottratto), dall’altro, nell’orrore generale della narrazione, spuntano barlumi di meraviglia che dipanano la tensione.

» L’episodio S2:E6 “Il prezzo” è letteralmente un pezzo di cuore, perché i figli sono soprattutto di chi li cresce.

Trailer 2ª stagione

In attesa della terza stagione -prevista per il 2027- che ben vengano queste storie che ci inducono a ragionare su dove stiamo andando e come ci stiamo arrivando, suggerendoci di riflettere sulle nostre priorità mettendo al primo posto l’amore e la speranza sempre, sopra ogni cosa e nonostante tutto.