Ho iniziato questo 2026 terminando la lettura di un libro intrapresa nelle scorse vacanze natalizie. Ero inizialmente curiosa per questo volume perché il genere d’appartenenza non lo si ricollega subito al suo autore: sto parlando de La strada giovane di Antonio Albanese, edito da Feltrinelli nel 2025 per un totale di 120 pagine.

Albanese, attore comico che ha già pubblicato diversi libri e che per Feltrinelli ha dato alle stampe nel 2017 “Lenticchie alla julienne. Vita, ricette e show cooking dello chef Alain Tonnè, forse il più grande” che narra con ironia pungente anche le assurdità del mondo dell’alta cucina, nel caso invece de La strada giovane, mette da parte la comicità e l’ironia per poter esordire con un romanzo di stampo drammatico. Come racconta lo stesso Albanese, le vicende narrate nel romanzo sono ispirate a una storia familiare.

Il protagonista si chiama Nino ed è un giovane panettiere siciliano che partito per la guerra e catturato dopo l’8 settembre diverrà un IMI, ossia un internato militare e come tale non gli vengono riconosciuti neanche i diritti basilari di un prigioniero. Nino ci narra attraverso i suoi occhi non solo la vita nel campo di prigionia con le sue agghiaccianti brutture e aberrazioni ed i deboli e precari equilibri fra chi impartisce gli ordini e chi deve eseguirli, ma ci consegna -attraverso i suoi ricordi- una vita che poteva essere e che a causa della guerra non è stata e forse non sarà. Nino è un personaggio educato e dolce, del quale è facile innamorarsi e per il quale il lettore temerà le sorti capitolo dopo capitolo: incarna la testardaggine propria del sud Italia, ma al contempo la dolcezza e l’incanto del suo essere giovane.

Proprio alla giovinezza il protagonista si aggrappa con tutto se stesso correndo molti rischi nel celare una foto, custodendola come se fosse la propria stessa vita. La scrittura scorre limpida, con parole semplici e mai banali: le parole -scelte con cura- sono dense, faticose nella loro semplicità, si fanno immagine viva e lacerante. Il lettore trema al tremare di Nino; il lettore scappa quando scappa Nino; il lettore vede le cose che vede Nino. La capacità di Antonio Albanese di far sì che le parole si stacchino dalla pagina per diventare quasi afferrabili, fanno di questo testo una sceneggiatura già pronta per essere concretizzata in trasposizione cinematografica.

Colpisce e fa riflettere come il protagonista costretto dal corso degli eventi ad inabissarsi per poter sopravvivere, non perda mai la sua umanità e il suo senso morale: come ad esempio il rubare del formaggio ancora troppo fresco e poi tornare indietro dall’anziano casaro e dire “Scusa. Ho fame“. “Scusa”, che strana parola che quasi cozza con il nostro vivere quotidiano, o ancora la fermezza coraggiosa con la quale chiede di rimettere al proprio posto un crocifisso che diviene in qualche modo metafora della sua esistenza e di questa “avventura” non richiesta: vagare per il mondo sradicato dalla sua terra natale e lasciato in balia degli eventi come un povero cristo.

I chilometri percorsi a piedi da Nino sono attuali e richiamano alla memoria i tanti poveri cristi che giungono sulle coste italiane, se sono fortunati. Nino affronterà prove durissime e strazianti e da lettore non è affatto semplice non piangere e non empatizzare con il protagonista. La strada giovane è tale perché di essa non si conoscono le insidie, ma la strada giovane non è solo quella citata nell’opera di Albanese, bensì è lo stesso protagonista sia anagraficamente che simbolicamente.

È un ritorno verso la propria terra, ma anche verso la propria vita fatta di mandorli in fiore, pane fatto a mano, frittelle della festa e nastri per danzare. Forse, anzi sicuramente, una parte di Nino non tornerà mai a casa, ma il lettore dovrà gioire per questo protagonista mite e inconsapevolmente forte, perché la strada giovane la si è percorsa assieme e insieme diventa memoria condivisa in un passaparola di testimonianza a mo di staffetta, affinché l’orrore non ritorni mai più.

La strada giovane: lettura dell’incipit/prologo a pagina 13