
Negli ultimi anni ho avuto modo di partecipare a vari appuntamenti aventi come tema l’enogastronomia, le degustazioni, la riflessione su cosa si può fare per i piccoli territori sempre in sofferenza e cos’è che fa ed è cultura, in questi luoghi dove molto spesso il sacro si accompagna -etnograficamente- al profano. E grossomodo le parole usate, sono sempre le stesse e si avverte la mancanza di un agire concreto, se realmente si vogliono cambiare le sorti di questi territori resistenti ad ogni avversità. Ma esistono -per fortuna- questi agire concreti e ho avuto modo di vederli in azione la sera del 25 ottobre a Trebisacce (CS).
In occasione del 20ennale del Museo Ludovico Noia – Arte Olearia e Cultura Contadina, ho potuto assistere a ciò che viene da tutti -soprattutto al Sud- inseguito e a volte agognato: fare rete! Dopo l’accensione della “lucerna della tradizione” (simbolo della continuità e luce delle radici contadine), il parroco Don Michele Munno ha benedetto gli olivicoltori, i produttori e i presenti. Subito dopo si è svolto un breve ma intenso tour all’interno del museo dove le due eccellenti guide (il prof. Piero De Vita, direttore del Museo e antropologo, e il dott. Ludovico Noia, Storico dell’Arte e vicepresidente dell’A.O.P.A.C.) hanno spiegato alcune tipologie di oggetti presenti e alcuni servizi che il Museo compie, dall’analisi dell’acidità dell’olio all’attenzione per la beneficenza .
A seguire i presenti sono stati invitati ad accomodarsi presso l’Antica Grancia della Certosa di San Nicola in Chiaromonte (Palazzo Noia), dove si è tenuta la conferenza “L’olio tra cultura, economia e identità“, moderata dal dott. Franco Maurella. Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Trebisacce l’avv. Franco Mundo, è stato davvero interessante ascoltare le testimonianze e l’esperienza dei produttori locali Evo (Rosa Capraro, Francesco Filardi, Francesco Gabriele, Emilia Giovazzini); i produttori olivicoli multifunzionali (Mattia Nigro, Luigi Adinolfi, Angela Fornito); per poi giungere agli interventi finali affidati alla dott.ssa Maria Grazia Barone, vicepresidente Ass. Nazionale “Le Donne dell’Olio” e al dott. Salvatore Pace divulgatore agricolo ARSAC con il quale i presenti hanno appreso come si degusta l’olio, con tanto di prova pratica e devo dire che non è affatto semplice!
Ciò che mi ha colpito di tutti questi interventi, null’affatto tediosi, è stato poter ammirare la luce negli occhi di tutti questi produttori: luce orgogliosa, consapevole delle eccellenze che si producono e che da una piccola zona geografica raggiungono ogni parte del mondo; luce che sa di fatica e impegno e sperimentazione perché, come dicevano gli antichi “la terra è bassa!” e non conosce intemperie o festività, va assistita e amata come un figlio sempre bisognoso di attenzioni. Prodotti, eccellenze che sono cultura, tradizione, vanto, radici da far conoscere e di cui andare fieri.
La serata si è poi animata -sotto l’occhio vigile di Sant’Antonio che vegliava sui presenti dalla sua cappellina- degustando un’ottima vellutata di zucca, della pasta e fagioli, e ancora formaggi, salumi, buns con paté di olive, freselle con dadolata di pomodoro, vino spillato direttamente dalla botte, dolci, amaro all’olio e finanche dell’ottimo gelato all’olio d’oliva pensato e realizzato dalla Gelateria Barbarossa di Villapiana guidata dal Maestro Gelatiere Gaetano Vincenzi. Per la parte tecnica si ringraziano: la ceramista Roberta Proto (organizzatrice dell’evento), la decoratrice Gaia Cvecek (per la grafica) e il sommelier Piero Bruni (per l’organizzazione tecnica).
E se il vento che si insinuava nei vicoli per certi versi infreddoliva, se ascoltato bene portava con sé la narrazione degli antichi, di chi ci ha preceduto, vento fatto di sale di mare e sudore di terra, di voci di canti e di visi assolati, di danze antiche e verdi e densi profumi di ieri, di oggi, di domani.














(piccola galleria fotografica random della serata)

Bellissima narrazione con tinte poetiche, in un mix di cultura, tecnica, natura, e sopratutto della creatività imprenditoriale.
Grazie per le belle parole e per averlo letto 💗🫂