Ho iniziato a vedere la serie tv sulla piattaforma Disney+Agatha All Along” con non poco scetticismo. E dire che a me piacciono molto le storie fantasy dove il protagonista dovrà vivere avventure d’ogni sorta, ancor meglio se poi ci saranno dei poteri magici. E allora cos’è che non mi convinceva? Forse perché Agatha Harkness é una strega e sulle streghe, beh, cos’altro vuoi aggiungere? È già stato detto tutto sulle streghe, nelle varie storie con principesse. O magari, ad arrestare la mia curiosità era un non riuscire a cogliere come un personaggio come la Harkness potesse avere sviluppo nel multiverso Marvel.

Qualcuno potrà sindacare dicendo che Agatha faceva già parte della Marvel: il suo personaggio è comparso la prima volta nella serie WandaVision del 2021 in 9 episodi, dove in questa “ridente” cittadina di nome Westview manipolata da Wanda, Agatha appare dapprima come vicina di casa della protagonista e successivamente come bambinaia dei gemelli avuti da Wanda, Tommy e Billy. Con il dolore di Wanda e la sua sconfitta vanno a dissolversi non solo i poteri che impermeavano Westview, ma anche alcuni personaggi. Quindi cosa aggiungere a tutto ciò?

Le puntate iniziali di Agatha appaiono come una commedia grottesca dalle tinte assurde. I vari personaggi che man mano vanno ad aggiungersi, sembrano un nucleo male assortito di malcapitati, finché… finché nel tessuto narrativo e visivo della trama non iniziano ad affacciarsi particolari inquietanti, sfumature d’horror-gotico, atmosfere assolutamente dark. E proprio questi aspetti lugubri uniti alla sfumatura comica, fanno sì che si crei il giusto mix per attrarre lo spettatore verso la visione.

Così come per WandaVision, in Agatha All Along le puntate sono 9 (da ca. 45 minuti l’una, minuto più minuto meno); ogni singolo titolo di puntata non è altro che un verso estrapolato dall’unica canzone che viene cantata in questa serie tv: The Ballad of The Witches’ Roads, e come ogni tema principale che viene ripetuto come un leitmotiv: percorrere la strada, superare le prove, fidarsi dell’altro, essere disposti a fare sacrifici ed essere pronti quando “La Madre” sarà in mezzo a noi. Ma, c’è una cosa che fa di questa serie un prodotto interessante: che per quanto i personaggi abbiano un lato oscuro e indicibile, ogni singola cosa non è come appare, ma soprattutto, ogni cosa é mossa dall’Amore. Ma c’è di più…

La figura di Agatha Harkness, per quanto sia dura, spietata e priva di scrupoli, in realtà è il pretesto per poter far partire il vero protagonista della storia: il Ragazzino. E la vera magia compiuta da Disney e Marvel consiste proprio in questa inversione di trama: mostrare un personaggio come principale, svolgere il suo arco narrativo per poi svelare che la sua in realtà era la trama secondaria e che la vera trama principale dovrà ancora svolgersi e che in tutte queste 9 puntate è stata solo disseminata e accennata come possibile trama secondaria (escamotage riuscito per “legare” lo spettatore allo schermo).

Le storie Disney e Marvel possono piacere o meno, ma di certo nulla vi è da ridire sulla maestria degli sceneggiatori che vi lavorano e che continuano a dare vita a questa fonte inesauribile di idee che era la fantasia di Stan Lee, papà di tutti questi mitici personaggi.

E se non vi piacciono i finali aperti, beh, questa volta era necessario affinché si possa realmente lasciare la periferia di Westview ed entrare a far parte, sul serio, del Multiverso che ci attende.