Ieri sera sono andata al cinema. Dopo aver mangiato un paninozzo sostanzioso e una birra rossa, ci accomodiamo in questa saletta da un centinaio di posti con poltrone blu. Optiamo per la versione 3D del film e ci danno questi occhiali “da saldatore” giganteschi e super pesanti, che dovendo portare anche gli occhiali da vista perché miope, se li tenevo su un altro po’ mi avrebbero di certo segato il nasino…

Insomma, decidiamo di vedere Avatar-La via dell’acqua di James Cameron: mica lo volevamo perdere dato che il capitolo n.1 della storia risale al 2009! 13 anni di attesa, pubblico che in questo decennio ha chiesto più volte e a più riprese un nuovo capitolo sugli abitanti di Pandora e sembrava proprio che quelle attese fossero state esaudite. Ma forse alcune storie proprio perché hanno destato non solo tanto successo, ma anche e soprattutto tanta meraviglia, sarebbe bene lasciarle così senza rimaneggiarle (pur riconoscendone un enorme valore non solo filosofico ma di riflessione riguardante la natura che ci circonda).

Jake Sully e la compagna Neytiri sono molto più adulti, vivono assieme, guidano la loro tribù e soprattutto hanno 4 figli di cui: ai loro tre figli, Neteyam, Lo’ak e la piccola Tuk, va ad aggiungersi Kiri (da loro adottata e concepita inspiegabilmente dall’Avatar della defunta Grace Augustine).. “pargolandia” finisce qui? Ebbene no. Ai quattro figli si aggiunge anche un ragazzo umano di nome Spider, figlio di Miles Quaritch, nato su Pandora e che non è potuto tornare sulla Terra in quanto ancora neonato e quindi non “incapsulabile”, ma che è cresciuto con la famiglia Sully e si comporta lui stesso come un Na’vi (praticamente Spider sembra la versione umana e bionda del Tarzan della Walt Disney, anche per come scappa e corre sugli alberi!). Insomma tutti felici e contenti? Ma certo che no! Chi sono i cattivoni di turno? Sempre gli stessi: gli umani distruttori. Non solo, il cattivo è proprio lo stesso del primo capitolo… Come? Non era morto? Certo, ma lo hanno resuscitato in un Avatar molto blu e molto incazzato e assetato di vendetta. Bene: battaglia finale, il cattivo ri-muore ancora, si salvano tutti e fine della storia? No, manco per niente!

Da qui parte tutto un peregrinare di questo bluissimo nucleo famigliare dove la moglie non conta un cavolo, decide il marito sbagliandole tutte e i figli scapestrati più gli dicono di stare fermi e più vanno in contro all’apocalisse! Vengono accettati e accolti -non senza rimostranze- dalla tribù del mare guidata da Tonowari e da sua moglie Ronal. Gli ospiti pian piano si adattano e fanno amicizia apprendendo nuovi usi e costumi interagendo con lo spirito del mare e qui il film cambia ancora: perché il super cattivissimo riesce a scovarli e stermina ogni cosa in stile Thanos della Marvel e quindi la narrazione -complessivamente- prende queste tre sembianze:

  • famiglia felice
  • esodo
  • Titanic!!

Titanic? Ebbene si. Cameron riesce a riprodurre le scene dell’affondamento del transatlantico nella battaglia degli Avatar e così, tra ribaltamento della nave, allagamento totale, quasi annegamento dei protagonisti, ecco che si palesa anche la “zattera” di fortuna che decretò la morte di Jack e salvò Rose solo che qui ci appare come una pinna gigante di una mega balena fratello nello spirito degli Avatar che è talmente enorme che ci si sta sopra in 5!

Insomma, non manca nulla di Titanic, ci sono tutti gli elementi. Peccato che però questo doveva essere un nuovo capitolo su Avatar appunto e non su Jack, Rose e prole al seguito. In conclusione: Cameron cita Cameron e non ci dà tregua dato che sono in programmazione ben altri due capitoli in uscita nel 2024 e nel 2028… il pubblico sopravviverà?