Questo é il primo articolo del 2021 e cercherò di essere breve il più possibile, almeno ci provo: siamo reduci da mesi complicati (senza poter nemmeno lontanamente immaginare quelli futuri) e non ho intenzione di tediare nessuno; per lo meno non ad inizio anno…

In questi giorni ho recuperato un po’ di film che mi ero persa per strada o che volutamente avevo tralasciato. Rientra in questo secondo caso l’opera TENET  del regista e sceneggiatore Christopher Nolan. Mi innamorai di questo regista nel lontano 2005 quando uscì il primo capitolo della Trilogia del Cavaliere Oscuro  e poi da lì ho recuperato tutta la sua filmografia.

Nei suoi lavori é possibile riscontrare uno stile inconfondibile intriso da quelle tematiche a lui care: vendetta, ossessione, inganno, tormento interiore, confine tra realtà e percezione della stessa, narrazione temporale non lineare e sempre più di frequente la presenza di una narrazione ricca di concetti scientificiTeneT non é da meno delle altre sue opere e se ne é fatto un gran parlare: dapprima per le procrastinazioni sull’uscita nelle sale causate alla pandemia da covid-19 e successivamente anche dalle critiche.

Con prodotti del genere credo sia “normale” che ad alcuni possa piacere e ad altri no o che qualcuno “si perda” nel vortice dell’esposizione della trama. Ma sinceramente, mi viene anche un po’ da sorridere leggendo ciò che ne ha scritto sul Corriere della Sera il giornalista e critico Paolo Mereghetti (pur condividendo appieno il giudizio assolutamente positivo sul film di Nolan):

il regista prende in contropiede i sensi dello spettatore per offrire uno spettacolo non ancora visto […] per seguire la trama servono un paio di lauree in Fisica Teorica.

 Vi spiego perché sorrido:

  1. non é vero -in parte- che “offre uno spettacolo non ancora visto”. Sarebbe più giusto dire “non ancora mostrato così” perché ciò che fa il protagonista o meglio, la scelta che intraprende (che qui non vi svelerò) é più ricorrente nel Cinema di quanto non si possa pensare. A tal proposito, giusto per fare un esempio, suggerirei la visione della serie tv The Flash  dove Grant Gustin interpreta -a mio avviso- un eccellente Barry Allen (la scelta di Allen é identica a quella intrapresa dal Protagonista in TeneT).
  2. Ancora sorrido perché non é vero che “per seguire la trama servono due lauree in Fisica Teorica”, ma basta giusto conoscere il concetto di Entropia che é alla base della Termodinamica e della Meccanica Quantistica.
Provo a spiegarmi meglio: Tenet -dal mio punto di vista- é l’opera più semplice e più lineare (!) di tutta l’intera filmografia di Christopher Nolan. La trama non é affatto complicata: l’idea della circolarità o meglio del suo essere palindroma (:dal greco antico >> “che può essere percorso da entrambi i sensi“) prende spunto dalla ricorrente iscrizione latina in forma di quadrato magico Quadrato del Sator
questo essere palindromo si unisce al concetto di Entropia (dal greco antico: en:dentro / tropé:trasformazione) ossia al suo “grado di disordine” dovuto alla somma dell’incremento di calore divisa la temperatura assoluta durante il cambiamento di stato nella materia. É più semplice vedere il film che “spiegarne la teoria”, credetemi. Dato che il cambiamento é “meccanico”, anche l’opera é tutta “meccanica”: Tenet é l’essenza del Montaggio (quello con la M maiuscola)… nulla di più, nulla di meno.
Tutto é perfettamente unito e tenuto assieme linearmente ed ordinatamente pur narrando eventi sconnessi, non lineari e per forza di cose disordinati.
 
Se non lo avete ancora fatto, correte a vedere TeneT e dimenticatevi dei paroloni scritti qui sopra: le immagini non hanno bisogno di spiegazione…
ps: Ah, cosa non darei per assistere alla lettura di un copione di Nolan con lui presente che narra tutto!!!