Ovvero: quando i Marvel affrontano la più stretta attualità.

Beccarsi un’infreddatura con tanto di febbre che tende a salire verso sera, in prossimità delle festività pasquali è davvero una seccatura immane, ma ha anche i suoi lati positivi. Quali? Ma ovvio!: starsene rintanati al calduccio sotto il piumone, dormire per riprendere le forze e recuperare la visione di serie tv. Magari ipotizzare la fruizione di un prodotto comico, leggero, spensierato… e perché mai? La scelta è ricaduta su Daredevil: Born Again (per l’Italia il sottotitolo è Rinascita), prodotta dalla Marvel Television, 1ª stagione in 9 episodi, rilasciata sulla piattaforma Disney+ a partire dal 5 marzo 2025 (per l’Italia, in America il giorno prima), caricando un episodio dalla durata di circa 1 ora ogni mercoledì sino al 16 aprile 2025.

Tra i personaggi principali troviamo:

  1. Matt Murdock/Daredevil (avvocato/vigilante): Interpretato da Charlie Cox e doppiato da Francesco Pezzulli
  2. Wilson Fisk/Kingpin (boss criminale/sindaco): interpretato da Vincent D’Onofrio e doppiato da Luca Ward
  3. Vanessa Marianna-Fisk (imprenditrice boss e moglie di Fisk): interpretata da Ayelet Zurer e doppiata da Claudia Razzi
  4. Heather Glenn (terapeuta e interesse amoroso di Murdock): interpretata da Margarita Levieva e doppiata da Selvaggia Quattrini
  5. Franklin “Foggy” Nelson (miglior amico e socio di Murdock): Interpretato da Elden Henson e doppiato da Luigi Morville
  6. Karen Page (ex reporter e amica di Murdock): interpretata da Deborah Ann Woll e doppiata da Eleonora Reti

La trama rilasciata sulla piattaforma, recita così: «Matt Murdock, un avvocato cieco con abilità potenziate, lotta per la giustizia con il suo movimentato studio legale. Intanto, il boss criminale Wilson Fisk porta avanti i suoi impegni politici a New York. Quando le loro identità passate emergono, entrambi si ritrovano in un’inevitabile rotta di collisione».

Non è questo il primo rifacimento sul personaggio anch’esso figlio di Stan Lee (come sono figli suoi anche gli Avengers, ecc…) e lo stesso attore Charlie Cox ne vestì già i panni nella precedente serie tv che andò in onda dal 2015 al 2018. E allora cos’ha di diverso rispetto al passato, se sia i personaggi sia i dissapori fra loro erano già noti? A mio avviso: la stretta attualità.

Piccolo appunto che mi ha invogliato a vedere questa prima e promettente stagione: le atmosfere un po’ gotiche che hanno rimandato la mente a quella fantastica serie tv della Warner Bros risalente al 1992, che porta sul piccolo schermo un altro vigilante (e che per me rimane -assieme ai capitoli realizzati successivamente dal regista Christopher Nolan- il miglior rifacimento in assoluto): Batman: The Animated Series.

Con questa città fredda e gigantesca, dalle linee verticali quasi taglienti e inaccessibili, eppure tentacolare, che sa avvolgere esistenze e destini; questo vegliare e osservare dall’alto, dai tetti ciò che avviene in appartamenti e strade da cui tutti desiderano fuggire ma sono obbligati ad abitare; questo mostrare i cattivi guardandoli dal basso verso l’alto di una scala per farli apparire incombenti e sovrastanti, mentre gli inferi da raggiungere sono sempre ancora più in profondità di quanto si creda e infine questo insistere su un utilizzo di colori quasi fermi sul nero e sul rosso con tanto di blackout annesso, quasi a voler sottolineare che le ombre del male e la scintilla della furia sono sempre in agguato, hanno fatto sì che la New York di Daredevil e la Gotham di Batman siano estremamente simili. Eppure l’una non è l’altra.

La seconda città rimane ancorata nella sfera della città ideale, che però ha perso momentaneamente la bussola della legalità, del rispetto, del sogno, ma nulla che non possa essere ripristinato. La prima città invece, per lo meno in questo rifacimento, ha un qualcosa che fa percepire il superamento di una “soglia di non ritorno” oltre la quale non si può fare altro che andare avanti. E ciò non dipende dal fatto che la città in questione sia un luogo reale (New York) anziché immaginario (Gotham), ma dipende da come la realtà di finzione in Daredevil: Born Again -in questo specifico caso- sia particolarmente aderente con la realtà storica che New York sta vivendo (e New York diviene quindi una sorta di sineddoche, una parte per il tutto, per indicare in modo particolare l’America attuale e più in generale il Mondo intero). E in questa sineddoche dove le realtà sembrano combaciare in maniera aderentissima, ecco l’aggiungersi di altri particolari agghiaccianti:

  1. Violenza e terrore inimmaginabili (nel quotidiano siamo quasi anestetizzati ad dolore, nulla più ci fa ribrezzo o ci indigna; Daredevil è stata classificata come la serie più violenta del suo genere);
  2. personaggi secondari che pur di non avere problemi e/o pur di perseguire i propri obiettivi sedotti dal guadagno e dal potere sarebbero disposti a qualsiasi cosa. Si mostra così una società in svendita al miglior offerente, debole, schizofrenica, contraddittoria, doppiogiochista e bordeline;
  3. Wilson Frisk/Kingpin: beh, lui rappresenta Trump in tutto e per tutto, anche nella fisicità. Massiccio e goffo nelle movenze; in presenza dei giornalisti si atteggia a “spietato bullo”; non fa nulla per semplice agire ma pretende sempre un proprio tornaconto; minaccia, crea un clima di incertezza e violenza, e ancora per fare un esempio concreto in termini di dichiarazioni:
  • Trump in campagna elettorale promise di far ritornare l’America nuovamente grande (come se già non lo fosse) e con il promuovere i dazi, l’economia mondiale ha visto muoversi miliardi in perdita, dove solo alcuni hanno guadagnato;
  • Fisk, nella puntata n.9 che è stata anche il finale di stagione, rivolgendosi a sua moglie Vanessa, intorno al minuto 9:00, afferma:

Tu hai spostato milioni con RedHulk, ora che sono il sindaco sposteremo miliardi! […]

Io mi sono candidato per salvare la città, ma si presentano anche delle opportunità […]

Da brividi vero? Ancora di più se si pensa che la serie venne annunciata già a luglio 2022 (!), mentre del Trump del 2025 con la sua spudoratezza e sfrontatezza nessuno poteva neanche lontanamente immaginare o ipotizzarne l’elezione.

Questo cosa significa? Che per vedere come evolve la situazione col presidente Trump dobbiamo aspettare la 2ª stagione di Daredevil attualmente in lavorazione e che approderà sugli schermi solo a marzo 2026? Che per sollevare le sorti del mondo abbiamo bisogno di figure come i Vigilanti o i più famosi Avengers? No, no di certo. Ma dalla finzione e dalla fantasia che hanno generato personaggi con abilità potenziate e le loro avventure e peripezie, possiamo di certo trarne spunto per poter riacquistare integrità, dignità, rispetto, risoluzione di problemi atavici perché, come succede nel capolavoro Disney-Pixar A bug’s Life, se le formichine mettono da parte i dissapori personali e agiscono all’unisono per il bene comune ed essendo superiori per numero e intelligenza, non c’è cavalletta-bullo che tenga, potrebbe certo sbraitare per un po’, ma alla fine cadrebbe sconfitto. Chissà…