
Utilizzo di parole e immagini in un XXI sec sempre più alla deriva.
Propaganda: azione che tende a influire sull’opinione pubblica e i mezzi con cui viene svolta. É un tentativo deliberato e sistematico di plasmare percezioni, manipolare cognizioni e dirigere il comportamento al fine di ottenere una risposta che favorisca gli intenti di chi lo mette in atto. La propaganda utilizza tecniche comunicative che richiedono competenze professionali, nonché l’accesso ai mezzi di comunicazione di vario tipo, in particolare ai mass media, e implicano un certo grado di occultamento, manipolazione, selettività rispetto alla verità. I messaggi possono arrivare a implicare diversi gradi di coercizione o di minaccia, possono far leva sulla paura o appellarsi ad espressioni positive. (www.treccani.it)
Il lavoro che ho scelto di intraprendere è un lavoro artigianale un po’ strano. É come calarsi nei panni del Genio di Aladdin: “fenomenali poteri cosmici, in un minuscolo spazio vitale!”. Per lo più il mio lavoro non viene compreso, anzi non viene proprio contemplato come mestiere e alla domanda “che lavoro fai?”, all’inizio -fresca di laurea- rispondevo fiera “lo Sceneggiatore”, ora invece, in maniera più mesta e forse un po’ sfiduciata dico “scrivo storie”. Il più delle volte è il silenzio la reazione più frequente, ma capita anche che qualcuno azzardi un “bello ti piace scrivere…ma di lavoro che fai?”.
Il problema è che uno sceneggiatore non lo puoi fregare. Certo, non siamo infallibili, per fortuna. Però abbiamo un’ossessione che ci costringe ad approfondire, ad indagare. Nell’individuare l’ennesima storia da srotolare su fogli e fogli infiniti, rincorriamo come maniaci la costruzione di un certo tipo di immagine, un certo tipo di simbolo, gestendo il tutto come una partita a scacchi dove si devono prevedere le mosse di tutti e soprattutto -e qui affiora la nostra ossessione- tentare in tutti i modi di evitare il già visto, il già sentito, il già fatto, insomma il cliché.
Le storie sono ovunque, bisogna saperle ascoltare, o magari bisogna saperle aspettare e allora sarà la storia a venirti in contro. Poi però capita che accendi la tv ed è tutto un “ha detto questo”, “ha scritto quest’altro” e ci si limita a ricondividere il “sentito dire”, al massimo si mettono dei cuoricini e si scrive la parola d’effetto del momento con tanto di cancelletto a precedere, perché ormai se non si evidenzia il tutto con un segno grafico è come se quel pensiero non esistesse, o quella determinata cosa non fosse mai accaduta.
E così si scala la tendenza con chi fa la voce più grossa e si perde la tendenza ad approfondire, a sviluppare un proprio pensiero. Ma c’è un luogo dove la voce del singolo, il pensiero personale, la Storia e le storie trovano spazio e tempo, divenendo luoghi concreti, dialetti e lingue differenti, persone con volti e occhi che parlano da soli. Quel luogo si chiama Propaganda Live. Va in onda tutti i venerdì sera verso le 21:15 ca su La7.
se una società non è in grado di criticare e mettere in ridicolo le proprie istituzioni significa che non sa ridere. (cit Robert McKee)
E allora si, questa Propaganda mi piace parecchio, mi riconcilia col mondo, dando il giusto peso alla realtà, alle storie, ai suoi personaggi, alle Persone. Viva Propaganda Live!
Qui: la Pagina ufficiale di Propaganda Live dove è possibile recuperare le singole puntate. (L’immagine utilizzata da me in apertura di articolo e la vignetta di Makkox “Tesori perduti” sono state prese dal web; il corto sempre di Makkox “Stranger Things” è presente sulla pagina youtube di La7 Attualità)

